Home page > Françafrica > Paradisi fiscali e giudiziari > Paradisi fiscali e giudiziari: la battaglia è solo all’inizio

Paradisi fiscali e giudiziari: la battaglia è solo all’inizio

A conclusione della riunione dei Paesi dell’OCSE sui paradisi fiscali tenutasi il 21 ottobre scorso, le Ong accolgono favorevolmente l’impegno politico assunto per mettere fine agli abusi dei paradisi fiscali e chiedono di passare ai fatti. Le Ong appartenenti alla piattaforma «Paradisi Fiscali e Giudiziari» accolgono positivamente l’impegno sottoscritto dai politici francesi e dai loro colleghi dei 16 Paesi dell’OCSE secondo cui «non si può più tollerare che Stati e territori si arricchiscano sulla frode». Le stesse Ong, tuttavia, sottolineano che la realtà di un tale impegno sarà giudicata solo alla luce delle misure effettivamente adottate. Vigileranno affinché l’impegno sia altrettanto forte contro la frode fiscale che colpisce molti Paesi in via di sviluppo.

Nicolas Sarkozy di fronte al Parlamento europeo ed Eric Woerth al termine della riunione sui paradisi fiscali presieduta dai 17 Paesi dell’OCSE, hanno sottoscritto, ieri, degli importanti impegni politici per mettere fine agli abusi dei paradisi fiscali e giudiziari. Condividono l’ipotesi secondo cui i paradisi fiscali, «fonte inaccettabile d’ingiustizia», hanno concorso all’inasprimento della crisi finanziaria e fioriscono sullo stesso terreno del riciclaggio e della corruzione, del segreto bancario e dell’assenza di trasparenza.

• La prima misura accolta dalla piattaforma, è la volontà del Presidente francese – ribadita dal Ministro del bilancio nel corso del proprio discorso – di impedire alle banche beneficiarie di aiuti statali, di lavorare con i paradisi fiscali. Tale dichiarazione potrebbe avere un forte impatto, visto che la maggior parte delle banche ha delle attività, e molte anche delle filiali, nei centri offshore. Tuttavia, la piattaforma paradisi fiscali e giudiziari si interroga sulla veridicità di un tale provvedimento, poiché tutte le sei banche francesi che usufruiranno degli aiuti statali hanno delle filiali nei paradisi fiscali. Il Governo dovrebbe almeno esigere che le banche beneficiarie chiariscano, nella relazione annuale, i rapporti intrattenuti con i paradisi fiscali e giudiziari.

• La piattaforma «Paradisi fiscali e giudiziari» è soddisfatta inoltre della proposta di Eric Woerth di identificare e di rendere noti quegli Stati e quei territori che non rispettano gli standard di trasparenza e scambio di informazioni fiscali, attraverso la redazione di una lista nera dei paradisi fiscali, inserendovi tutti quei Paesi che utilizzano un segreto bancario eccessivo – anche facenti parte dell’OCSE – e mettendo al bando i territori che si rifiutano di collaborare. La piattaforma «Paradisi fiscali e giudiziari» sarà attenta alla tipologia di sanzioni previste contro questi territori e controllerà, tra l’altro, che nella lista nera siano effettivamente inclusi tutti i territori che si rifiutano di collaborare, compresi quelli che non applicano il segreto bancario ma utilizzano il trust come strumento di opacità (è il caso del Regno Unito).

• La piattaforma Paradisi Fiscali e giudiziari è soddisfatta anche dell’annuncio relativo ad un miglioramento, da parte dell’Unione europea, della direttiva sul risparmio – ossia l’estensione della portata geografica, l’allargamento ai trust, alle fondazioni e persone giuridiche e il riesame del meccanismo transitorio di ritenuta alla fonte in uso in qualche Stato - , considerata un’altra delle priorità.

• Infine, il riconoscimento da parte dei Paesi sviluppati del flusso che la frode e l’evasione fiscale rappresentano per i Paesi in via di sviluppo, costituisce un grande passo in avanti, che dovrà concretizzarsi in occasione della conferenza di Doha sul finanziamento dello sviluppo programmato, prevista per la fine di novembre di quest’anno. La piattaforma Paradisi fiscali e giudiziari sarà particolarmente attenta alle misure che in quell’occasione saranno introdotte. Poiché l’OCSE lavora essenzialmente a favore dei suoi membri, la piattaforma chiede all’ONU la creazione di un organo intergovernativo incaricato delle questioni fiscali, con un’attenzione particolare rivolta ai Paesi del Sud del mondo. Chiede inoltre l’adozione del codice di condotta in preparazione presso le Nazioni Unite contro la frode fiscale e la fuga illecita di capitali. Resta ora da conoscere quale sarà la portata reale di questi impegni che, per la maggior parte, restano in sospeso in attesa dell’adesione dei Paesi assenti alla riunione, tra cui gli Stati Uniti. La piattaforma «Paradisi fiscali e giudiziari» è dunque in attesa che Nicolas Sarkozy metta quest’argomento all’ordine del giorno dei vertici mondiali annunciati per riformare il sistema finanziario mondiale. La piattaforma, tuttavia, lamenta che non sia stata affrontata la questione della responsabilità di alcuni attori economici:

• Le dichiarazioni non fanno alcun riferimento alla responsabilità delle aziende che utilizzano i paradisi fiscali, nonostante i Paesi del Sud del mondo perdano ogni anno quasi 200 miliardi di dollari di entrate fiscali, somme dirottate verso i paradisi fiscali;

• Nessun riferimento viene fatto sulla possibilità di chiedere alle multinazionali che, nelle loro relazioni annuali, rendano conto delle proprie attività, dei propri risultati e dei rischi presenti nei paradisi fiscali e giudiziari in cui operano;

• Nessun impegno è stato preso a favore della revisione delle norme contabili internazionali in nome di una maggiore trasparenza delle attività delle imprese multinazionali all’estero.

Tradotto da Ada De Micheli, Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica.

Per leggere le raccomandazioni della piattaforma, cliccare qui

PDF - 261.6 Kb

La piattaforma «Paradisi Fiscali e Giudiziari», nata nel febbraio 2006, raggruppa 13 tra Ong e associazioni che lavorano insieme per far progredire la legislazione in materia di paradisi fiscali e contribuire in questo modo alla lotta contro la frode fiscale, il riciclaggio di denaro e la corruzione.

Membri della piattaforma: Attac France – CADTM France (Comitato per l’Azzeramento del Debito del Terzo Mondo) – CCFD Terre Solidaire – CRID (Centro di Ricerca e Informazione sullo Sviluppo) – Diritto di giustizia – Oxfar France Agir ici – Rete Fede e Giustizia Africa Europa – Aiuto cattolico Caritas France – Sherpa – Survie – Trasparence International France.

S'abonner à la newsletter